GIURISPRUDENZA NELLA CARTELLA CLINICA / Violazione obblighi completezza ed esattezza cartella clinica

Il medico ha l'obbligo di controllare la completezza e l'esattezza del contenuto della cartella clinica, cosicché l'inottemperanza a tale obbligo configura difetto di diligenza nell'adempimento della prestazione lavorativa; tale comportamento inadempiente è inoltre da qualificarsi come di particolare gravità, avuto riguardo alla rilevante funzione che la cartella clinica assume, in primo luogo, sotto il profilo sanitario, nei confronti del paziente, ma anche, indirettamente, nei confronti della struttura sanitaria a cui il paziente stesso si è affidato. Ne consegue che, in linea generale, la violazione del suddetto obbligo è da ritenersi idonea a determinare la irrimediabile lesione dell'elemento fiduciario e il conseguente recesso datoriale. Nel caso di specifico, tuttavia, le estreme conseguenza sono state escluse, rilevandosi un comportamento della parte datoriale tale da avere ingenerato nel medico lavoratore dipendente l'affidamento sulla tolleranza della sua indebita condotta stante la modalità di organizzazione dell'attività del reparto.

Cassazione Civile Sez. Lavoro - 13 marzo 2009 numero 6218

 

Il medico ha l'obbligo di controllare la completezza e l'esattezza del contenuto delle cartelle cliniche, venendo altrimenti meno ad un proprio dovere e venendo a configurarsi un difetto di diligenza (ai sensi dell'art. 1176 c.c., comma 2) nonché un inesatto adempimento della sua corrispondente prestazione medica.
La difettosa tenuta della cartella clinica, se non vale ad escludere la sussistenza del nesso eziologico tra la colposa condotta dei medici, in relazione alla patologia accertata, ed il danno, ove risulti provata la idoneità di tale condotta a provocarlo, consente anzi il ricorso alle presunzioni.

Cassazione Civile Sez. III - 18 settembre 2009 numero 20101

 

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